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How to Build a Low-tech Internet @ Low-Tech Magazine

Introduzione alle tecnologie che permettono il proliferare delle Wireless Community Networks, anche se più da una prospettiva diversa da Ninux e più vicina a quello dell'accesso Internet rurale, in aree sperdute. Ciononostante si parla molto di alcuni valori comuni come condivisione delle risorse, consumo critico, efficienza energetica, best effort. Contiene un sacco di riferimenti a cose interessanti come link lunghissimi (>100km), DTN, (Delay-Tolerant Networks), performance realistiche.

DIY networking: the path to a more democratic internet @ The Conversation

Panoramica del DIY networking, incluse le Community Network (Ninux viene menzionata): cosa sono, come funzionano, cosa possono offrire.

Danny Hillis: The Internet could crash. We need a Plan B @ TED Talks

«Ma il fatto è che la gente è più concentrata sulla difesa dei computer su Internet, e sorprendentemente c'è stata poca attenzione sulla difesa dello stesso Internet come mezzo di comunicazione. E credo che probabilmente dovremmo fare più attenzione a questo, perché è davvero fragile. In realtà, in passato, quando c'era ARPANET, ci sono state volte -- c'è stata una volta precisa in cui si è completamente bloccata perché un solo message processor aveva un virus al suo interno. [...] Tutto ha iniziato a rompersi. La cosa interessante era che gli amministratori di sistema poterono aggiustarlo, ma dovettero spegnere ogni singola cosa su Internet. E questo non si può fare oggi. Spegnere tutto è come la telefonata di servizio dalla società elettrica, ma per tutto il mondo.»

Un'altra internet @ Le Macchine Volanti

«A questo punto potremmo chiederci: ma le cose non stanno già così? La rete non è già oggi libera? Non proprio. Per quanto ufficialmente internet non abbia un padrone unico, è regolata, ristretta e – spesso – incatenata al volere di governi e privati sempre più potenti. [...] È quello che l’esperto di cybersicurezza Bruce Schneier ha definito “internet feudale”, comandato da pochissimi signori a cui chiedere protezione per non essere schiacciati. [...] Tale strapotere si è fatto sentire lo scorso febbraio quando una linea di codice errata ha “spento” un pezzo di internet, mandando in down un enorme numero di siti e servizi; un evento che dovrebbe fungere da monito per il futuro e la solidità della rete.»