Radio Lockdown: Direttiva 2014/53/UE
Nell'Aprile del 2014 il Parlamento Europeo ha approvato la Direttiva 2014/53/UE che gli Stati membri dovranno poi adattare e recepire nelle loro normative nazionali.
La direttiva prevede che i dispositivi disponibili sul mercato si dotino di meccanismi anti-manomissione che sono incompatibili con l'utilizzo di software libero. Il contenuto è meglio espresso dalla sezione La direttiva in sintesi pubblicata sul blog Ninux e che deriva da un lavoro collaborativo con altre comunità interessate dagli effetti della normativa:
- Nel maggio 2014 il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo hanno approvato la Direttiva 2014/53/EU sui dispositivi radio. Gli scopi principali della direttiva sono l’armonizzazione delle regolamentazioni esistenti, il miglioramento della sicurezza dello spettro radio e la tutela della salute. Tutti gli stati membri devono recepire la direttiva nelle loro legislazioni nazionali entro il 12 Giugno 2016 con un periodo di transizione di un anno. I paesi solitamente hanno un certo margine interpretativo nel processo di attuazione. La direttiva di per sè non è male e in generale sosteniamo il suo obbiettivo. Tuttavia, riguardo alla valutazione di conformità del software, sembra che i legislatori abbiano svantaggiato in modo sproporzionato i diritti degli utenti e la concorrenza leale. Infatti, ad essere interessati dalla normativa sono quasi tutti i dispositivi in grado di inviare e ricevere segnali radio (Wifi, reti cellulari, GPS). L’articolo 3.3(i) è il punto cruciale: i dispositivi radio devono supportare “alcune caratteristiche che impediscono di introdurre un software nell’apparecchiatura radio, se non è stata dimostrata la conformità della combinazione dell’apparecchiatura radio e del software”. Questo implica che i produttori di dispositivi radio dovranno valutare la conformità alle normative in materia (ad esempio relativamente a frequenza e potenza del segnale) di ogni software che può essere utilizzato sui loro dispositivi.
Attuazione in Italia
La bozza del testo del decreto attuativo con cui il governo italiano recepisce la direttiva europea si può trovare qui.